Domenica 22 gennaio – ore 17

 

In collaborazione con

il Museo Nazionale del Cinema

 

TIGRE REALE

di Giovanni Pastrone

film muto del 1916 da Verga

Interpreti: Febo Mari, Alberto Nepoti, Pina Menichelli

 

Gentilmente concesso dal Museo Nazionale del Cinema di Torino

 

Colonna sonora preparata ed eseguita dal vivo da

DARIO BONUCCELLI

Pianoforte

 

Improvvisazioni e arrangiamenti da:

Schumann (“Studi Sinfonici”), Schubert (Wanderer, Lieder e Valzer vari),

J. Strauss (Valzer vari), Chaminade (“Concertino”),

Grieg (Valzer in Mi min. e “Romanza”), Liszt (Consolazione in Re b.),

Mendelssohn (“Romanze senza Parole”), Chopin (Studi vari),

De Falla (“Danza rituale del Fuoco”), Prokofiev (“Suggestione diabolica”).

 

 

Giovanni Pastrone è considerato il padre della cinematografia italiana.

Nato ad Asti il 13 settembre del 1882, dimostra subito una molteplicità di interessi: è musicista (suona il violino) ed alterna allo studio della musica quello di...ragioniere. Come tale si trasferisce a Torino nei primi anni del ‘900 presso un importatore di pellicole dalla Francia. Immediatamente Pastrone si interessa al nuovo mezzo espressivo e già nel 1908 diventa direttore dell’ Itala Film, una delle case di produzione che diverrà storica.

La figlia di Jorio (1904), La nave (1908), entrambi tratti da opere di Gabriele D’annunzio, Giordano Bruno (1908), La caduta di Troia (1908), La maschera di Zorro (1909),  Manon LescautLucia di Lammermoor (1910) sono tra le sue prime produzioni e rappresentano il primo esempio di cultura che si riversa nel cinema. Ma la sera del 18 aprile 1914, al teatro Vittorio Emanuele di Torino, veniva presentata l’anteprima di Cabiria. Di li a poco il film sarebbe stato proiettato nelle sale cinematografiche di tutto il mondo, rimanendo in prima visione per un anno a New York e per sei mesi a Parigi. Cabiria fu il primo grande successo del cinema italiano, realizzato con enormi sforzi produttivi e straordinaria meticolosità organizzativa. Per questo film Pastrone ricorse, oltre che  a Gabriele D’Annunzio per le didascalie, anche  a Ildebrando Pizzetti per il commento musicale (celebre la “Sinfonia del fuoco”). Le innovazioni di Cabiria furono studiate a lungo da registi di tutto il mondo fra cui Griffith. Vero rivoluzionario della tecnica di ripresa cinematografica, Pastrone inventò la luce diffusa e riflessa, il montaggio ad azioni parallele e sopratutto il carrello, vale a dire la macchina da presa piazzata su una piattaforma mobile, che permetteva riprese in movimento e non più a immagine fissa, dando alla scena grande profondità di spazio. Altra importante innovazione da lui adottata fu la cura delle scenografie (non più teloni dipinti ma vere e proprie costruzioni armate e stuccate, sistema di cui Hollywood piu’ tardi farà ampiamente uso). Fu una vera e propria rivoluzione, tanto da influenzare geni del cinema hollywoodiano come Cecil De Mille e David Griffith. 

Pastrone nella regia adotta lo pseudonimo di Piero Fosco e come tale dirige altri film tra i quali “Il fuoco” (1915) e “Tigre reale” (1916). Questo film, tratto da una novella di Giovanni Verga, vanta la presenza di due tra i principali interpreti del cinema muto italiano, Pina Menichelli e Febo Mari. Racconta la storia della contessa Natka, sposata in Russia al conte De Rancy e responsabile del suicidio di un guardiacaccia col quale aveva avuto una relazione; va a Parigi e si ammala di tubercolosi. La salva l'amore dell'ambasciatore a Parigi Giorgio De Ferlita. “Tigre Reale è un poema sulla forza dell’amore e sulla distruttività della memoria, sulla femme fatale e sull'ossessione della colpa. Radicato in una rappresentazione fittizia dell’aristocrazia e intessuto di passioni folgoranti, di lacerazioni e di perdite improvvise, Tigre Reale si può leggere insieme come dramma e come riscatto dell’amore totale di origine romantica". (Paolo Bertetto). Al contrario di Cabiria, Tigre Reale non ebbe una colonna sonora originale e spesso venne proiettato con improvvisazioni eseguite dal vivo. Alla prima edizione (2004) del Festival Internazionale della musica da film di Rivoli (TO), in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema, Dario Bonuccelli preparò una colonna sonora utilizzando, con opportuni arrangiamenti, famosi brani della letteratura pianistica: è con questa musica che il Gruppo Promozione Musicale Golfo Paradiso propone oggi lo storico film di Pastrone.

 

 

DARIO BONUCCELLI (1985) si dedica al pianoforte dall’età di quattro anni, sotto la guida di Luciano Lanfranchi. Diplomato presso il Conservatorio “N.Paganini” di Genova col massimo dei voti, lode e menzione d’onore, frequenta l’Accademia di Musica di Pinerolo con Franco Scala e il quinto corso di Composizione con Luigi Giachino al Conservatorio di Genova.

Presente in moltissimi concorsi nazionali ed internazionali, raccoglie quaranta primi premi, di cui venticinque assoluti, numerose borse di studio e riconoscimenti speciali.

Ha iniziato giovanissimo a suonare in pubblico. Nel 1998, alla Villa Cilea di Varazze, ha tenuto il suo primo concerto solistico e quattordicenne ha debuttato come solista con l’Orchestra da Camera di Stato del Kazakistan al Castello di Montesegale (PV), eseguendo il Concerto K 414 di Mozart con la direzione di Paolo Biancalana. Da allora ha tenuto un centinaio di concerti, in Italia, Francia, Romania, Repubblica Ceca, Olanda, Svezia, Germania, Svizzera, Estonia, Spagna, suonando sia come solista, che come solista con orchestra, che in varie formazioni cameristiche.

 

 

Ingresso intero € 12,00
Ingresso ridotto (soci e under 14) € 8,00